SCULTURE IN LEGNO

DUE DIACONI

PIETRO BUSSOLO (o da Bussero) Attribuiti a. Scultore milanese (notizie dal 1476 al 1524)


fine XV° Secolo - inizi XVI° Secolo

Sculture in legno di Tiglio decorate in policromia Misure h. cm 87 e h. cm 79,5

 

I due Diaconi sono rappresentati stanti, con una lieve flessione speculare rispettivamente del ginocchio sinistro e del ginocchio destro. Uno le mani giunte al petto, l’altro la mano destra nell’atto della benedizione.
L’accentuata differenza nella dimensione in altezza delle due sculture ci lascia presupporre la loro provenienza da un Polittico formato da più ordini di Santi (vedi il Polittico del Duomo di Salò, il Polittico della Chiesa di San Bartolomeo di Albino, il Polittico del Museo Bernaggi di Bergamo).
Conosciamo del Bussolo anche molte opere singole provenienti da Polittici smembrati come il San Bernardino e il San Sebastiano (Chiesa di Santa Maria delle Ruscaine a Rogoledo di Cosio, SO).
Proprio con le opere di questi anni ed in particolare con il San Bernardino alcuni confronti risultano stringenti.
In questi anni lo scultore ha un’evoluzione rispetto alle opere degli anni ottanta come l’Ancona di Salò.
In questo momento della sua carriera infatti il Bussolo accosta ad un panneggiare spigoloso e congelato, che proviene dalla più antica tradizione mantegnesca, un cadere fluente dei tessuti di stampo classicista in linea con il gusto scultoreo della Lombardia della fine del quattrocento.
Le teste ed i volti particolarmente tondeggianti dei due Diaconi rientrano perfettamente in quello schema dello scultore che caratterizza oltre a molte altre in particolare le opere della Cattedrale di Rogoledo di Cosio.
L’espressione pensosa del San Bernardino è esasperata dalla pesantezza delle palpebre superiori ed inferiori che creano, insieme agli occhi, quasi una forma sferica.
La rotondità delle guance, il lieve doppio mento e la caratteristica conformazione del mento rispondono perfettamente alla volontà ritrattistica dello scultore milanese.
Le due sculture si presentano oggi con una buona condizione generale della policromia dei volti e delle mani.
La veste talare invece risulta impoverita rispetto alla policromia originaria e rimangono solo ampie tracce del bolo e della preparazione.
Sotto la manica sinistra del Diacono dalle mani giunte sono visibili tracce cospicue della decorazione originaria: un fondo rosso doveva essere in origine decorato da motivi a Ramage e disegni dorati.
La sottoveste, che inferiormente fuoriesce dalla tonaca, presenta ampie tracce della cromia originale bianca.
Il fatto stesso che i capelli di entrambe le sculture e le vesti siano state private della parte originale in oro ci lascia presupporre che si sia tentato nel passato di recuperare pochi elementi di questo prezioso metallo.
Le ricche policromie impreziosite dall’uso dell’oro e delle lacche sono infatti prerogativa delle opere realizzate dal Bussolo, giunte a noi nelle condizioni originali.
Il naturalismo del Bussolo e della sua bottega si distaccano fortemente dai modelli stereotipi di derivazione mantegnesca dei Del Maino e dei Del Donati
Si respira nelle sue opere un’atmosfera classicista di inizio cinquecento ed è facile presupporre una sua conoscenza della scultura marmorea contemporanea.
Sono gli anni in cui a Milano opera l’Amadeo, Gian Cristoforo Romano, ma soprattutto in pittura si respirano le forti influenze dei raffinati pittori leonardeschi.
Nella bellissima recente mostra “Arte lombarda dai Visconti agli Sforza” tenuta a Palazzo Reale di Milano a cura di Paolo Natale e Serena Romano, era esposta una rara e bellissima tavola di Vincenzo Foppa (Brescia 1430 - 1515/1516) raffigurante l’Arcangelo Gabriele e una Vergine Annunciata, datata intorno al 1500 e proveniente dalla collezione Borromeo dell’Isola Bella (Verbania).
Nella scheda ad essa dedicata la Dr.ssa Stefania Buganza cita la scheda del 1948 della Mostra sui tesori dell’arte Lombarda tenuta a Zurigo da Gianalberto dell’Acqua dove egli riflette per la prima volta anche sulla innegabile dipendenza della tavola dagli studi di Bramante e di Leonardo.
Crediamo che nel confronto con questa opera sia leggibile una vera chiave di lettura stilistica dei due Diaconi e la forza del loro rapporto diretto con la cultura lombarda a loro contemporanea.
Il contrasto tra l artificio delle gambe flesse ed il conseguente risultato del panneggio attraversato da pieghe nervose e della caduta delle pieghe a cannone diritte cosi come il forte panneggiamento delle maniche opposto alla flessuosità delle membra corrispondono a perfezione ai modelli della tavola del Foppa.
una gravità priva però di dramma investe volti dei due prelati in fondo creando un atmosfera simile alla tavola Borromeo dove la eleganti figure dell’Arcangelo e di Maria , sembrano conversare amabilmente durante una passeggiata.



BIBLIOGRAFIA DI CONFRONTO:
la scultura lignea nell’Arco Alpino storia stili e tecniche a cura di Giuseppina Perugini
Raffaele Casciaro Pietro Bussolo , intagliatore milanese del rinascimento
Udine 1999
La scultura lignea Lombarda del rinascimentoRaffaele Casciaro Milano 2000
Scultori e intagliatori del legno in Lombardia nel Rinascimento Milano 2002
Maestri della Scultura in legno nel Ducato degli Sforza a cura di Gianni Romano e Claudio Salsi 2005 Milano
Studi sulla scultura lignea Lombarda tra quattro e cinquecento Paolo Venturoli
Torino 2005
Arte Lombarda dai Visconti agli Sforza a cura di Mauro Natale e Serena Romano, Milano 2015


1)Pietro Bussolo "Madonna and child (detail)", polychrome wood statue, around 1498 Museo della Basilica - Gandino (BG) Italy
2)Pietro Bussolo "St Magdalene (detail)" Polychrome wood - XVIsec. Corpus Domini Church, Pargliaro (BG - Italy)


 
  HOME  |  CHI SIAMO  |  GALLERY/ESIBIZIONI  |  CONTATTI  ITA | ENG
BACARELLIBOTTICELLI - Firenze - email:info@bacarellibotticelli.com